Ne conosco molti di fotografi…la maggior parte di loro sarebbe capace di criticare con arroganza e “saccenza” qualunque foto gli si presenti, snocciolando una serie spiegazioni su come l’esposizione sia sbagliata o come la composizione penda a sinistra piuttosto che a destra.
Ragionando come loro, probabilmente non avrei mai potuto notare il lavoro di Stefano, di Petra e di Sergio, di cui vi farò scoprire le foto in questo articolo.
Sergio Andaloro nasce il 27 Maggio del 1989 a Milazzo, una penisola della Sicilia in provincia di Messina. Questa città, come qualsiasi luogo dove ognuno di noi nasce e cresce, lo ha segnato particolarmente. Soprattutto la presenza del mare ovunque è una di quelle cose che, non appena lasciata la sua casa per un paio di settimane lo richiama, spingendolo a ritornare.
Ha vissuto ad Milazzo fino alla fine dei suoi studi, dopo i quali si è spostato a Milano per studiare Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano.
La sua passione della fotografia nasce durante una bella giornata estiva circa tre anni fa nella sua città natale quando, con i punti della gazzetta dello sport associati a una certa spesa è entrato in possesso di una fotocamera digitale, fino a quel tempo a lui sconosciuta.
Inizia quindi a fotografare i classici paesaggi e nel giro di pochi mesi comprò una bella compatta, una Canon Powershot A720 IS che, sebbene presentasse tutte le limitazioni di una fotocamera della sua categoria, gli permetteva di impostare qualche parametro facendogli prendere confidenza con le basi della fotografia.
Attualmente Sergio scatta con una Canon 350D, la sua prima reflex, con il classico 50mm f/1.8 , editando i suoi scatti con lightroom e photoshop.
La sua ricerca continua lo porta a non aver nessun soggetto preferito per lo scatto: “ogni cosa che attrae la mia attenzione lo fa per un motivo e per questo è degna ai miei occhi di essere fotografata. In questo periodo, anche grazie all’acquisto del 50ino sono molto concentrato sui ritratti grazie ai quali mi si sta aprendo un mondo e sui quali per un po’ di tempo vorrei provare a concentrarmi migliorando la mia tecnica.
Cerco sempre di andare oltre al fotogramma, oltre al bello che questo può rappresentare ed è anche per questo che spesso sento il dovere di accompagnare le mie foto con testi di mia stesura: cerco di confinare e dirigere l’idea del lettore, del fruitore dell’immagine, verso quello che per me, in quella foto, è il centro di gravitazione.”
“Credo che la maggior parte della gente al giorno d’oggi, anche a causa della semplicità d’uso delle moderne fotocamere digitali ed alla loro larga diffusione, pensi che la fotografia sia un cercare di immortalare il bello e l’armonioso. Sostengo che la fotografia, e la sua potenza, abbiano un ruolo ben più importante di questo che è quello di documentare. Documentare non inteso necessariamente in senso giornalistico ma nel senso di mostrare, spiegare, al mondo intero quello che si cela dentro fuggevolezza della realtà di tutti i giorni: è un modo di sentire il mondo.”
Queste che avete visto sono alcune delle fotografie di Sergio, che mi hanno colpito soprattutto per il loro forte potere comunicativo. Potete guardare la galleria completa di questo fotografo su Flickr, sul suo Blog, oppure seguirlo su Twitter o sul suo sito internet.
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![E-Dio-[EXPLORED] E-Dio-[EXPLORED]](http://www.lucidistorte.it/blog/wp-content/uploads/2011/04/E-Dio-EXPLORED.jpg)



































Bellissime parole e gran fotografo.
Le foto di Sergio sono davvero molto belle e originali, se qualcuno le trova esposte male o storte o sticapperi sono affari suoi, ognuno ha i suoi gusti. Onestamente mal sopporto il fondamentalismo fotografico, soprattutto quando si tende a radere a zero qualunque lavoro, indipendentemente dal suo valore artistico e quello contenuto in questi scatti è davvero alto.
Non riesco a immaginare chi siano sti criticoni con il prosciutto sugli occhi!
Purtroppo esistono questi personaggi caro Luca…e quanti sono!