Se c’è una cosa più bella di fare fotografie, è sicuramente quella di poter essere pagati per farle.
Con questa guida, ho intenzione di darvi un pò di consigli su come poter guadagnare con le vostre foto.
Sicuramente avrete delle foto con le caratteristiche giuste, che potrebbero piacere così tanto da essere comprate. Una delle domande più frequenti che si pongono i fotografi amatoriali è “Come posso vendere le mie foto?“, magari avete foto che pensate che potrebbero essere utilizzati in riviste, pubblicità, etc…ma come potete fare per venderle? a chi rivolgervi?
Inanzitutto partite dall’idea che è non è impossibile fare soldi con le vostre foto. Infatti, grazie al fantastico mondo di internet, è molto più facile per i fotografi trovare delle aziende interessate ai propri scatti. Una volta che avrai venduto le tue immagini, potrai definirti un professionista (o almeno un “semi-professionista”).
Come per tutte le cose belle ci vuole solo tempo e fatica per poter avere i primi risultati.
Cercherò di aiutarvi, velocizzando un pò di passaggi e mettendo tutti i consigli, idee e links, che mi vegono in mente.
Dopo l’introduzione, cercherò di fare una panoramica a 360° sul mondo commerciale della fotografia, parlando anche del Copyright e cercando di farvi capire come funziona.
Se vi piace la fotografia, non c’è niente di meglio di far diventare il vostro hobby un lavoro. I fotografi più famosi sono stati attori, meccanici, operai e impiegati…tutti possono iniziare a diventare fotografi per professione!
In linea di massima ci sono tre modi per fare soldi dalla fotografia: tramite foto, prodotti o servizi.
Foto:
Probabilmente nel tuo archivio digitale hai un sacco di belle foto. Queste foto “pronte da vendere” le possiamo chiamare anche “stock”.
Naturalmente è titolare del copyright, che può dare la licenza di utilizzare le foto agli altri.
I due modi di vendere una licenza delle foto stock sono questi:
Tramite Web: Consenti al potenziale cliente la visualizzazione delle tue foto online, inviando le foto ad agenzie di stock o a siti detti di “microstock”, oppure metterli sul proprio sito Web o sulle gallerie come Flickr.
Contatto diretto: Si va dal potenziale cliente con un portfolio del vostro lavoro, cercando di adattarlo alle esigenza della rivista o del giornale: ho scritto una guida su come organizzare il proprio portfolio, potete vederla qui.
Prodotti:
Ricordatevi che le foto posso diventare dei veri e propri oggetti da vendere! pensate ai calendari, cartoline, poster, quadri e puzzle!
Servizi:
Se non avete foto da vendere, potete sempre rivendere le vostre abilità come fotografo. Potete fare dei book fotografici, dei matrimoni, lauree. Potete anche organizzare workshop e diventare insegnanti di fotografia (la mia ambizione)
Quindi: Condividi la tua conoscenza (a pagamento!)
Se ritieni di aver raggiunto un livello abbastanza alto per essere in grado di insegnare la fotografia, puoi iniziare a fare dei corsi!
Il diritto in fotografia:
Non dimenticate mai che anche la fotografia ha le proprie regole e leggi, parlo del copyright, della privacy, e delle fotografie non si possono vendere,come per esempio quelle delle Torre Eiffel di notte in quanto la sua illuminazione notturna è coperta da copyright (sembra assurdo ma è proprio così).
Passiamo quindi alla prossima domanda che vi verrà in mente: come faccio ad’avere il copyright sulle mie foto?
La risposta è più semplice di quanto pensiate, in linea di massima le vostre foto sono già protette da copyright! Non è necessario infatti presentare alcun modulo, ed’è inutile mettere il simbolo “©” sulle foto, se non per identificare il proprietario del copyright.
In Italia la legge sul diritto d’autore è piuttosto semplice, ma non per questo di facile comprensione.
E’ bene inserire nei metatag della foto il proprietario del copyright, e in linea di massima, marchiare le foto con una scritta o con una filigrana digitale.
Le licenze in fotografia:
Le foto non si possono solo vendere, il più delle volte, darete infatti solo una licenza al cliente, che gli permette di utilizzare l’immagine in cambio di denaro decidendo come riprodurre l’immagine e per quanto tempo.
Cercate sempre di non perdere il diritto d’autore.
Se mantieni i diritti d’autore, puoi vendere le licenze a più soggetti e guadagnare illimitate volte con la stessa foto. Molti fotografi professionisti campano su 3/4 foto che gli permettono di avere un “entrata fissa” annuale.
Ben diverso è il discorso se siete stati assunti per scattare una foto…guardate bene i termini del contratto! Il cliente potrebbe volere, oltre alla licenza d’uso delle foto, anche il diritto d’autore, praticamente la botte piena e la moglie ubriaca, state attenti.
Dopo questa introduzione direi di andare al sodo…vendiamo le nostre foto!
Il modo più veloce e semplice di vendere le vostre foto stock è di metterle sul web, come accennavo prima possiamo servirci di Agenzie di stock
che promuoveranno il tuo lavoro, definendo la concessione delle licenze, e ti daranno una percentuale sulla vendita che potrebbe non accontentarti.
In alternativa puoi crearti un sito web personale: in questo modo deciderai tu le licenze e i prezzi. Attento solo a creare un sito internet che ben si adatti alle tue foto. Non vorrei mai vedere delle bellissime foto in un contesto scadente, quindi se non siete dei web-designer, fate un investimento e fatevi creare il sito da un professionista. Non ve ne pentirete.
…In caso di dubbio, mettete le foto su entrambi i canali!
Le foto stock sono generalmente concesse con una di queste due licenze:
Rights-Managed (“RM”) tradizionalmente utilizzato per le foto di fascia alta e i canoni sono piuttosto elevati, variabili e dipendenti dall’uso: Il costo di una foto per una rivista, per esempio, dipenderà dalla rivista, dal suo mercato, e dalla grandezza dell’immagine. In oltre se l’editore vuole utilizzare la foto più volte, deve pagare nuovamente la licenza d’uso.
Royalty-Free (“RF”) è la licenza più usata, per le foto di fascia bassa. L’acquirente può utilizzare l’immagine un numero illimitato di volte e per fini diversi senza pagare di più. Il pagamento è spesso basata sulla dimensione dell’immagine (numero di pixel), più un immagine è grande è più viene pagata.
E’ molto difficile entrare in una grande agenzia di stock, in quanto hanno già i propri fotografi professionisti e pretendo (giustamente) delle foto veramente eccezionali e la maggior parte dei fotografi amatoriali non riuscirà soddisfare le loro richieste.
Le agenzia di Microstock:
Le agenzie di Microstock sono il segmento low-cost della fotografia stock, queste agenzie chiederanno pochi euro per la licenza royalty-free delle vostre foto cercando attivamente immagini da chiunque, anche “dilettanti” e hobbisti.
Un grande vantaggio della maggior parte delle agenzie di microstock è che non hanno l’esclusiva sulle vostre foto, ciò significa che si è liberi di vendere le foto anche per altre agenzie e clienti.
Ecco alcuni siti da provare:
123RF
Dreamstime
ImageVortex
iStockPhoto
Shutterstock
StockXpert
Come iscriversi ai siti per vendere le immagini?
Per potersi iscrivere a un sito di microstock ci sarà bisogno di accettare un contratto con le politiche e le modalità di licenza che l’azienda può vendere ai clienti, inoltre potrebbe essere necessario inviare delle foto in revisione, per vedere se il vostro lavoro è di qualità sufficiente.
Una volta approvate, le foto si devono “taggare” con le parole chiave (per la ricerca) e caricarle. Alcuni siti permettono di avere una propria pagina personale, in modo da indirizzare gli amici e i clienti direttamente al vostro link all’interno del sito.
Quanto puoi guadagnare vendendo foto su questi siti?
La media calcolata sui vari siti di microstock è di 9 euro all’anno per foto. Non è molto, ma se si riescono a vendere 100 o 1.000 foto capite che il guadagno è considerevole. La chiave quindi, è la quantità abbinata alla qualità (tante foto e fatte bene).
Attenzione!
Molte delle vostre foto saranno scartate, magari non capirete il perchè visto che erano le più belle che avevate. Ricordatevi sempre che tutte le foto devono avere un “interesse commerciale” per poter essere vendute, le foto del vostro cane, di un bel tramonto o di un fiore, non interessano a nessuno.
Per questo ritagliatevi dei momenti per fare degli scatti specifici per la vendita: per esempio, fotografate una donna in ufficio che parla al telefono, oppure persone in giacca e cravatta che discutono o che si stringono la mano. Sembra stupido, ma dovete pensare non più da fotografi ma da pubblicitari…ogni foto deve poter essere utile per un manifesto di un azienda, per un sito internet, per dei volantini pubblicitari.
Ecco un esempio delle foto più vendute su Shutterphoto:
Stampare le foto per venderle:
Stampare le vostre foto più belle per poi venderle può essere un impresa molto più facile per iniziare a “monetizzare” la vostra passione. Certo, la parte difficile è convincere la gente a comprale!
Anche per questa opportunità ci sono siti internet che caricano le vostre foto e le mettono a disposizione per la stampa, il sito web che li carica spesso prende una parte del profitto ma in cambio, si occupa di tutta la fase di le stampa e della spedizione del prodotto finito.
Alcuni siti di questo tipo sono:
Red Bubble – Un sito internet interessante, la sua popolarità è in crescita.
Imagekind.com – Uno dei siti di stampa online più grande
Picasso Mio – Showcase di 200.000 visitatori al mese con libero upload illimitato
In alternativa, è possibile stampare le proprie immagini per poi tentare di venderle direttamente ai clienti (anche attraverso una mostra).
Questo richiede più tempo, ma probabilmente avrete più risultati. Ricordate sempre di vendere delle stampe che la gente vorrebbe nelle loro case: è inutile stampare foto della vostra macchina o del vostro gatto.
Per finire: Come diventare fotografo?
Il modo più semplice per iniziare è quello di farsi pubblicità come fotografo per le piccole aziende che avete vicino casa. Potreste essere fortunati e trovare i primi lavoretti da fare. Finchè non siete sicuri di quello che fate, non esigete dal cliente un pagamento troppo alto. Pensate ai primi lavori come un modo per costruire il proprio portfolio, se siete bravi riceverete del lavoro attraverso il solo passaparola.
Vi consiglio di prendere dei lavori a seconda della vostra capacità, non pensate di poter fotografare un matrimonio senza preparazione, potreste rovinare il momente più bello di una coppia con risultati spaventosi.
Inoltre non accettare lavori che necessitano di attrezzature che non avete, come flash, obiettivi appositi etc. etc.
Spero di aver fatto un pò di chiarezza sul guadagni che girano intorno alla fotografia.
Se avete domande e altri suggerimenti, scrivetelo nei commenti!
Nessun articolo collegato.












































Salve, sono un fotografo professionista e ho trovato molto interessante la questione dei diritti d’autore, specie quello che scrive Tiade, devo assolutamente parlarne con il mio commercialista che mi fa pagare l’IVA da anni. Ho dimenticato di dirvi che ho uno studio fotografico e le mie foto riguardano eventi in genere, perlopiù matrimoni, ritratti in studio con relativa post-produzione. Non ho ancora un mio sito che farò al più presto, spero!!!
Ciao e grazie per questo bellissimo e utilissimo articolo.
Ti volevo chiedere: io avrei pensato di far diventare le mie foto delle cartoline e poi rifornire i negozi direttamente (iniziando con negozi di amici e poi…)…ma dove stampo le mie foto in versione cartolina? Conosci qualche sito interessante?
Grazie infinite e saluti dalla Germania
Lucry
Mmm…prova a vedere su photobox, sono molto affidabili ma non sono sicuro che stampino anche cartoline…prova a chiedere!
Sto avidamente leggendo questo bellissimo blog.
Visti i tempi che corrono, abitare in montagna, fra le meraviglie della natura (cieli, flora, fauna e niente cemento) potrebbe esser un valido aiuto se supportato da una digitale, a quanto pare.
Mike, non finirò mai di esserti grata per le dritte sulla tecnica. Ho foto anche molto particolari che non credevo potessero uscire dal mio archivio. Forse dovrò rivalutare la questione alla luce delle tue considerazioni.
Ho notato, oltre alla tua competenza sul diritto d’autore (legge misconosciuta anche a molti fiscalisti), che si affronta il tema della partita Iva.
Siccome è un sentiero spinoso che ho già a suo tempo studiato e percorso (una “guerra” all’ultimo codice), spero vi siano utili le mie considerazioni.
In primis, la Legge sul Diritto d’Autore non riguarda il commercio, come invece la partita Iva (valore aggiunto).
Il Diritto D’autore nasce nel momento stesso in cui l’idea nasce nella mente, non è cedibile e fa parte della persona tanto da poter essere ereditato. Solo chi è possessore di tale diritto può sfruttare l’opera con riproduzioni dell’originale, (per esempio, statuetta, fotografia riprodotta su magline o copie di un manoscritto) o cedere i diritti di sfruttamento (per cui non il Diritto originario) o incassare la giusta percentuale per le pubblicazioni di terzi (vedi cataloghi venduti dai galleristi).
L’oggetto del diritto d’autore (e non il soggetto portatore) è “l’opera dell’ingegno creativo” che sottostà alle regolamentazioni per la sua tutela nella legge n° 633 del 22 aprile 1941. Una vera e propria legge che ratifica un Diritto costituzionalmente tutelato come INALIENABILE.
La disciplina Iva, invece, è una disciplina del commercio sul valore aggiunto. Cioè, io, COMMERCIANTE, prendo senz’alterare e rivendo aggiungendo valore. Questa disciplina è regolamentata dalla legge n° 633 del 26 ottobre 1972.
Come si può notare queste due leggi hanno lo stess numero ma, ovviamente, essendo due leggi diverse, sono state promulgate in anni diversi.
Ed è qui, che ad una lettura superficiale, si ingenera l’errore. È vero che la 633/1972 parla delle “opere dell’ingengo creativo” (e tale è la fotografia anche se integrata più tardi), ma ne parla per escluderle espressamente da detta legge [ndr. Sarà importante, al fine di avvalersi di questo specifico regime fiscale e contributivo, riportare la debita dicitura sulle fatture o notule che di volta in volta vengono emesse in occasione dei pagamenti: “Prestazione in diritto d’autore non imponibile IVA ai sensi dell’art. 3, comma 4, lettera a) del DPR 633/72“. -http://www.the-checklist.org/blog/opera-dellingegno-e-prestazione-in-diritto-dautore-o-prestazione-di-servizio/-).
Infatti, se si vanno a cercare le aliquote Iva da applicare (soddisfazione che mi son tolta con un fiscalista), si trova la voce per le opere di artisti non più viventi, le cui opere sono COMMERCIATE da soggetto altro (ovviamente). È il commerciante che smercia le Vostre Opere che deve preoccuparsi dell’Iva. Pittore (fotografo) = Creativo (gli Artisti sono definiti con precise leggi di stato, tutti sono invece Creativi); Galerista = commerciante. È solo chi acquista i diritti di sfruttamento o l’opera che deve riversare l’Iva su chi acquista, e non sul Creativo. La dimostrazione è che i Creativi non possono scalare l’Iva dagli acquisti (pennelli, pellicole, ec.), proprio perché il VALORE lo CREANO.
Gli introiti del Creativo fanno parte dell’introito della persona fisica, per cui Irpef (o quant’altro oggi la sostituisca) e vengono dichiarati solo quando superano una cifra tot. (che ora non ricordo ma credo intorno ai 7000 €, salvo rettifiche ultim’ora). Per questo basta un semplice blocco di ricevute che si rendiconta a fine anno. Sotto un certo introito nulla è dovuto, (non so se si cumula con altri redditi o resta comunque non tassabile).
Discorso a parte la Siae, associazione di tutela di libera iscrizione. Ma se si legge con somma pazienza la 633/1941, si nota che è possibile depositare le proprie opere all’ufficio del registro con modalità precise, per cui versando solo le tasse di registro.
Sia chiaro, NON SONO UNA LEGALE, ma solo una modestissima, cocciuta e puntigliosa Creativa che ha imparato a praticare “l’autodifesa civile”.
Mi scuso se l’ho fatta lunga, augurandomi di esser stata esauriente, anche se non esaustiva, Spero di esser stata utile ed eventualmente leggerò le repliche se ce ne saranno. Ovviamene linco il blog fra i preferiti. Un saluto a tutti, anche ai “rustici disinformati” (cit. Franca Valeri), e buona continuazione.
Che una stupenda immagine sia sempre nei vostri occhi. Tiade.
Ciao il tuo articolo è molto utile e chiaro.Mi piacerebbe sapere qualcosa di più sulle liberatorie.Ovvero, immagino bebba richiedere un consenso scritto ai soggetti immortalati, o mi consigli di organizzare un vero e proprio servizio fotografico di posa.Grazie per l’eventuale risposta.
Ciao Eric, fermo restando che il consiglio più autorevole è sempre quello di un legale, far firmare una liberatoria è un atto di professionalità e correttezza, che tutela sia il fotografo che il modello…soprattutto durante uno shooting la liberatoria è indispensabile per poter utilizzare e diffondere le foto senza problemi.
Buona giornata
Mike