Come preparare le fotografie per la stampa

Nonostante la stampa delle fotografie sia una pratica sempre meno diffusa, potranno sicuramente capitare delle occasioni in cui il fotografo avrà bisogno di stampare le proprie foto.
Una mostra fotografica per esempio, è l’occasione che più si addice ad un lavoro di stampa corretto e ben gestito in ognuna delle sue fasi, per non parlare di quando andrete a stampare il vostro portfolio fotografico.

come_stampare_le_fotografie

Personalmente ho avuto la fortuna di lavorare in una tipografia e di conoscere qualche trucco utile per ottenere un risultato professionale…pensavate che bastava cliccare sul pulsante “stampa”? assolutamente no, ecco quindi una piccola ma spero esaustiva guida su come stampare le foto nel modo corretto:

Le basi: La differenza tra RGB e CMYK

Cercherò di rendere questo paragrafo quanto più semplice possibile, avete presente le pellicole a colori delle vostre fotocamere analogiche? bene, immaginate che la luce che catturano prima di raggiungere i cristalli d’argento fotosensibili attraversa tre strati di colore ovvero RGB (Red, Green, Blue), quindi una volta sviluppato il negativo possiamo trovare al suo interno i diversi strati di informazione rispetto ai tre strati di colore (tra l’altro visibili sulla pellicola attraverso una lente di ingrandimento ;) ).
Questa “somma cromatica” avviene in RGB in maniera additiva, questo vuol dire che mescolando tutti i colori disponibili avremo come risultato il bianco puro.

come_stampare_rgb

In linea di massima potrei riassumere che le mescolanze additive sono quelle create con la luce…e per noi fotografi la luce è molto importante ;)
In RGB sono rappresentati i colori di televisori, cellulari, schermi e di tutti i dispositivi digitali in generale.

Mentre la pellicola utilizza il metodo RGB, nella stampa tipografica, ovvero dalla comparsa delle prime stampanti a colori, la riproduzione dei colori viene ottenuta grazie alla somma di Ciano, Magenta, Giallo e Nero (CMYK).
Invece dei filtri, le stampanti utilizzano dei diversi strati di inchiostro per la somma dei colori.

stampare_fotografie_cmyk La somma in questo caso è sottrattiva, quindi quando due colori si mescolano ci ritroviamo con un terzo colore più scuro dei precedenti…fino alla somma completa che ci farà ottenere un nero puro.

Se non vi siete persi in questa introduzione sulla differenza tra RGB e CMYK avrete capito che la fotocamera e la stampante leggono le informazioni sul colore in maniera differente, questo vuole dire che nella loro interazione è necessario fare la giusta attenzione.

Lo spazio colore RGB

Metodo_colore_rgb

Vi ho appena detto che il metodo colore RGB si avvale della sintesi additiva per la somma dei vari colori, come per un arcobaleno quindi, la somma dei colori porterà alla massima luminosità, ovvero il bianco.

Quando aprite un immagine in RGB con Photoshop potete visualizzare le informazioni relative allo spazio colore dell’immagine…questa gamma cromatica è divisa per canali che hanno un valore da 0 a 255, zero è il valore senza luce (quindi Nero) e 255 il valore di massima luminosità (quindi bianco).
I principali spazi colore RGB sono Adobe RGB, sRGB e ProPhoto RGB…nonostante hanno gli stessi valori assoluti di resa luminosa la loro gamma cromatica varia notevolmente.

spazio colore RGB ProPhoto RGB è lo spazio colore con la gamma più ampia ma visto che solitamente sRGB e Adobe RGB sono i più utilizzati vi consiglio di usare Adobe RGB che è comunque migliore di sRGB.

Lo spazio colore CMYK

Abbiamo detto che lo spazio colore CMYK è quello utilizzato nella stampa, la somma dei suoi colori avviene per sintesi sottrattiva fino ad arrivare al nero.
Il processo di stampa infatti non usa la luce per far visualizzare il colore, ma l’inchiostro, che assorbe la luce.

CMYK_foto

Per vedere la relazione tra RGB e CMYK in Photoshop, basta aprire controllare il pannello “Info” per vedere come i valori RGB e CYMK interagiscono in tempo reale.

rgb_cmyk_photoshop

Per finire:

Spero avrete capito che nonostante RGB e CMYK servono tutti e due per rappresentare il colore, lo fanno in maniera molto diversa.
Trasformare un immagine RGB in CMYK potrebbe appiattirne i toni ed eliminare i dati relativi al nero 100% ecco perché nel processo che ci porta a stampare la nostra fotografia dobbiamo fare particolarmente attenzione a gestire correttamente lo spazio colore che passerà necessariamente da RGB a CMYK…tutto chiaro?

stampare_fotografie_tutorial

Vi faccio un esempio riguardante il nero:
Mentre per il sistema RGB il nero è rappresentato sempre da un valore 0-0-0, per CYMK lo stesso nero può essere rappresentato con densità di inchiostro diverse.

Per finire:
Finisce qui la prima parte di questa guida. Spero che avrete capito quanto lo spazio colore può influenzare le vostre stampe fotografiche anche se una gestione accurata della tonalità cromatica non è la sola che può garantirci una stampa ottimale, anzi…ci sono un infinità di altri fattori che cercherò di affrontare nella seconda parte di questo articolo.

Come al solito, per essere aggiornati sull’uscita della seconda parte di questa guida potete segnarvi ai feed RSS, oppure seguirmi su Facebook o Twitter.

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About Mike

Michele Cirillo è un giovane fotografo di Roma. Nella vita, oltre a lavorare come Grafico e Web Designer cerca di far diventare la sua passione per la fotografia un lavoro. Potete trovare altre info a questa pagina.
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3 Responses to Come preparare le fotografie per la stampa

  1. Roberto says:

    Ciao Michele, questo è il primo commento che lascio sul tuo sito, anche se ti seguo e ti ho già contattato su twitter (sono il ragazzo dello zaino di ieri :) ).
    Sto trovando il tuo sito molto interessante per un neofita come me nel campo della fotografia.
    Ci sono molti articoli utili :) .

    Venendo all’argomento del post, volevo chiederti una delucidazione ulteriore.
    Per quello che ho capito l’sRGB ha un campo colore più ristretto rispetto all’AdobeRGB e tu giustamente consigli di scattare con quest’ultimo range per avere più dettagli cromatici possibili.
    Questo teoricamente ti mette nelle condizioni di avere il range più ampio possibile per tutte le situazioni, dalla stampa alla visione della foto a video. Mi chiedo però una cosa: i monitor funzionano quindi con il range sRGB? Se uso l’AdobeRGB sulle foto che scatto e le visualizzo su monitor, la foto risulta uguale a come verrebbe se scattassi direttamente in sRGB dalla reflex?

    • Mike says:

      Ciao Roberto , per risponderti cito delle informazioni che ho trovato su nital.it…ascolta:

      “Il file NEF (o RAW) non ha in se uno spazio colore definito, in quanto è grezzo e contiene le informazioni di luminosità registrate dai fotodiodi per ogni pixel, attraverso la matrice a colori del filtro Bayer. Ad ogni apertura del file i colori vengono “ricostruiti” dal software in base ai dati di luminosità e ai metadati, contenenti le informazioni sulla matrice di pixel del sensore di quella particolare fotocamera. Lo spazio colore viene quindi assegnato al momento dell’apertura del file NEF in base alle scelte effettuate nel menu “Preferenze” di Capture NX.” (fonte: http://www.nital.it/experience/sviluppo-nef.php)

      Purtroppo attraverso il monitor del tuo pc molto difficilmente troverai la differenza tra uno spazio colore più ristretto e uno con un gamut più ampio visto che nella maggior parte dei casi utilizzano una gamma RGB generica, in alcuni casi peggiore del sRGB…se posso darti un consiglio, utilizza software che possono gestire al meglio lo spazio colore delle tue fotografie evitandoti inutili grattacapi. ;)

      • Roberto says:

        Grazie per la risposta ;)
        si in effetti mi riferivo più ai file scattati direttamente in JPEG sui quali la cosa ha impatto immediato visto che ciò che viene salvato è già il risultato definitivo (a meno di post-produzione che però non è pari a quella del NEF/RAW ovviamente).

        Diciamo che questo argomento per uno poco o per niente esperto come me risulta ancora un pò ostico. Nel senso che se uno scatta per se stesso e per migliorare le sue foto, ma senza fini da fotografo professionista o con mire chissà che elevate, il dispositivo finale su cui verranno viste le foto per la maggior parte dei casi è il monitor di un pc o al massimo una TV. Però c’è sempre quell’incognita del “ma se volessi una ogni tanto stamparla? riuscirà ad uscirmi la foto così come l’ho pensata o come la vedo a schermo quando la modifico con qualche programma di fotoritocco?”
        A te non succedeva all’inizio? O è solo mio il problema? :)

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